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questononeilmioblog:

Sono dolce, carina, disponibile, comprensiva, bella, sensuale. A volte penso che in un certo senso potrei apparire la fidanzata “perfetta” o comunque molto desiderabile per chi ha bisogno di avere un certo tipo di persona a fianco.

Allora si innamorano, perché poi scoprono che sono anche simpatica oltre la coltre di timidezza. Si dicono di aver finalmente trovato la ragazza dei loro sogni.

Ma io non sono quella. Cioè lo sono, ma sono un sacco di altre cose nascoste. A volte sono stronza, egocentrica da morire, a volte ho un bisogno disperato di attenzioni, a volte sono depressa, incomprensibile, chiusa, triste, a volte non mi capisco nemmeno io.

E questo è un po’ meno carino da tollerare. Dai, forse non sono poi così innamorato.

Una volta mi sono scritta una lettera d'amore. Erano i primi tempi che stavo con il mio ex e soffrivo della sua freddezza, perciò mi sono scritta una lettera da sola, dicendomi quello che avrei voluto sentirmi dire.

Ti amo, Virginia. Sei un essere straordinario in ogni tuo aspetto. Non so se gli altri vorranno esserci per te, non so se potranno mai capirti. Ma io ti vedo, ti capisco e ti amo. Puoi tutto, ti meriti tutto.

unsolstiziodestate:

Stanotte, dopo mesi, che ritenevo fossero stati magiche medicine, ti ho sognato. Mai generato un sogno coì nitido e veritiero. Io solitamente ricordo poco, di quello che sogno. Da bambina rimembravo ogni particolare, ma crescendo, man mano capii che più ricordavo certe immagini, più soffrivo. Così al termine della mia adolescenza, il mio cervello inconsciamente buttò praticamente tutto nel cestino dell’archivio dei cimeli. E lo ringrazio molto, tanto, tantissimo; mi ha sempre voluto preservare.

Eppure, stamattina, appena aprii gli occhi, in lacrime, non ho mai desiderato tanto la morte cerebrale; non tanto per porre fine a certe aure talmente dolorose, quanto per punire il cervello per il suo fatale sbaglio.

Eri lì, le lacrime che sgorgavano come fiumi, scavandomi solchi sulle guance. Così reale l’esperienza sensoriale. Talmente vero tu, io, noi, in quel preciso istante. Rammento perfettamente il mio stato d’animo, pura inquietudine, malinconia, e amore. Tu che apparivi da lontano, nel nostro luogo, dove tutto è iniziato e dove tutto è finito. Mi sei venuto incontro, e mi hai stretto forte a te. All’inizio mi ritrassi, persino nei sogni ho mantenuto quel velo di razionalità. Ti enunciai che ti amai così tanto da odiarti, che ormai era troppo tardi, che non avevi il diritto di reclamarmi al tuo cospetto con così tanta facilità. E tu, col tuo solito sorriso, le tue solite mani, presi le mie nelle tue, come un tempo, il gigante e la bambina, e mi porgesti le scuse più sincere dell’universo. Elargisti il tuo cuore come mai avevi fatto, e nel preciso istante in cui io avrei dovuto darti un’imminente sentenza, mi svegliai.

Piangendo, gridai, senza fiato. Eri solo una proiezione plasmata dal mio inconscio. Attendibile a tal punto, che ci cascai, completamente, totalmente, interamente.

oh, ratio, o ragione, o razionalità, amica mia, perché non mi proteggesti, questa volta?

- Elisa Priano

lamiaancora-13:

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Sei una di quelle frasi che quando le leggi hai la sensazione di non aver mai trovato parole così perfette.

25/11/2018

comefiorialvento:

sei vino sulla labbra

dolce da far male

sei un mare che non mi da tregua

senza sosta mi baci

mi togli l'ossigeno

mi togli i tormenti come il vino

impiego tempo a fidarmi

mi distrai facendomi ridere

perché ogni mattina alle 4

inizio a pensarti e

non mi distrugge.

Alice Giaquinta

ewasie:

Botticelli, Nascita di Venere. 1486.

The pain shouldn’t last longer than the person.
Mark Anthony (via sunsetquotes)